Fedele Lanosa

Ha sempre lavorato in media 10 ore al giorno. Si è occupato soprattutto di tematiche relative all’Amministrazione, alla Finanza e al Controllo di gestione, e ha ricoperto ruoli con responsabilità diverse, sia in aziende private sia nell’area della consulenza.  È sempre stato abituato a interagire con banche, fornitori, partner e clienti, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Lo scorso dicembre è andato in pensione ma ha voluto mantenersi attivo.

Fedele Lanosa è così, non sa stare fermo e si è riorganizzato la vita. Oggi collabora con tre associazioni di volontariato che hanno missioni diverse ma hanno in comune un filo conduttore: gli consentono di mettere a disposizione di altri le sue competenze ed esperienze e gli permettono di fare qualcosa di costruttivo e utile, continuando a imparare.

La collaborazione con la Fondazione Welfare è iniziata proprio lo scorso gennaio, Fedele è entrato subito in azione affiancando gli altri mentor.  

“Tutto è nato dal passa parola, la Fondazione è una realtà conosciuta ed apprezzata da chi vuol intraprendere una nuova attività. Mi è da subito sembrata un’ottima opportunità per persone, e anche manager, che hanno dovuto lasciare le aziende per cui lavoravano e stanno reinventando la loro professionalità. Ora ne comprendo meglio le ragioni. Qui l’approccio e le metodologie sono molto concreti e ci sono tante competenze preziose, serietà e professionalità. Chi si rivolge alla Fondazione non rischia mai di perdere tempo inutilmente, le proposte sono valutate con grande obiettività e se l’idea è valida, la persona è guidata e accompagnata con rigore nella realizzazione del suo progetto di business”.

“In questi primi mesi ho incontrato sia italiani, sia nuovi italiani, stranieri ormai pienamente integrati nel nostro Paese, e devo ammettere che sono stato colpito proprio dalla determinazione di questi ultimi. Ho partecipato alla presentazione di varie idee, alcune obiettivamente poco realizzabili, altre valide e innovative. Devo dire che il coronavirus sta cambiando tutte le carte in tavola e che alcune di quelle proposte saranno da ridisegnare per risultare adeguate al nuovo scenario che ci troveremo ad affrontare. Un gruppo di donne aveva avuto un’idea brillante per organizzare eventi e un giovane uomo aveva un progetto che prevedeva anche la realizzazione di uno spazio di coworking…Bisognerà pensare a nuovi modelli di business e anche a nuovi modelli di comunicazione, interazione e collaborazione, ma chi ha avuto il coraggio di pensare e impostare un progetto avrà anche la capacità di ridisegnarlo per un mercato diverso e forse anticiperà anche nuove tendenze su cui altri stanno ancora ragionando. Ne sono certo.”