Energia, una parola chiave

Ne parliamo oggi perché i valori e gli obiettivi che hanno guidato il progetto Energia in Rete sono particolarmente attuali. Questa iniziativa corale è un esempio concreto di come la nostra comunità è stata in grado di affrontare in modo costruttivo nuovi problemi, difficili da intercettare e gestire con procedure tradizionali. In questi giorni drammatici, lo scenario è ancora più doloroso e complesso e la forza delle nostre comunità è messa a dura prova. Ma sono proprio quei valori e quegli obiettivi che stanno facendo la differenza nei nostri ospedali, nei nostri quartieri, nelle nostre case e i fatti ci dimostrano che il senso di responsabilità, la determinazione e il lavoro di squadra non conoscono limiti e possono far raggiungere risultati importanti e inaspettati.  

Il progetto Energia in Rete è partito nel marzo 2018 come risposta al Bando Doniamo Energia (fase 1), nato dalla collaborazione di Fondazione Cariplo e Banco dell’energia Onlus. L’obiettivo era alleviare e contrastare la povertà e la vulnerabilità sociale intercettando persone e famiglie fragili e favorendo il loro reinserimento mirato nella vita lavorativa. 

L’idea era quella di riuscire a dare un nuovo impulso a individui e nuclei familiari che stavano vivendo momenti di difficoltà e che correvano il rischio di scivolare nella povertà. Un fenomeno diffuso e latente, che spesso non è neanche possibile identificare e quantificare per il pudore e il senso di disagio dei protagonisti. Sono persone che non cercano assistenza e non sono certamente abituate a chiedere aiuto, non riescono più ad orientarsi, non sanno a chi rivolgersi, forse sono anche scoraggiate dalle troppe porte chiuse cui si sono trovate a bussare. Ma hanno un grande desiderio e avrebbero energia da vendere. Vorrebbero tornare ad essere padroni della propria vita, recuperando un ruolo e il presupposto indispensabile: l’indipendenza economica.   

Ma come intercettarle e come proporci? E poi come ci saremmo potuti attivare per individuare l’opportunità più idonea a ciascuno di loro? L’operazione non era semplice, era un puzzle pieno di piccoli pezzi da recuperare e far combaciare.  

Determinazione, pazienza, tenacia e, come sempre, gioco di squadra hanno avuto la meglio. Oggi possiamo dire che il nostro puzzle è stato completato. Siamo riusciti a ideare e a rendere operativo questo progetto grazie alla rete dei nostri partner Fondazione Banco Alimentare Onlus e Acli Milano ma anche grazie a una serie di nuove alleanze: con Afol Metropolitana e Gi Group SPA, con molti enti attivi sul territorio di riferimento – zona 7 e 8 di Milano – come Fabriq, Mitades, la CGIL di Segesta, le strutture caritative che collaborano con il Banco Alimentare Lombardia.

Allo stesso bando aveva partecipato anche la Fondazione Archè con il progetto “Ricucire in rete”. Con loro abbiamo concordato un piano d’azione sinergico. Ci siamo in qualche modo suddivisi l’area d’azione in base alla tipologia di famiglie ma abbiamo creato insieme una piattaforma comune per riuscire a coordinare e ottimizzare gli sforzi. 

L’energia del nostro network ci ha permesso di individuare e incontrare chi era pronto a ripartire. Colloqui e confronti ci hanno consentito di conoscere meglio le esigenze e le aspettative e con la nostra rete siamo riusciti a scovare le opportunità più adeguate, creando i presupposti concreti perché la loro vita ripartisse. I numeri sono importanti: dopo aver identificato 275 nuclei familiari, per un totale di 1065 persone, abbiamo iniziato a lavorare con 60 di loro.

Non sempre i nostri sforzi sono andati a buon fine, dobbiamo ammetterlo, ma il nostro bilancio chiude in positivo. La vita di tante persone e di tante famiglie ha ritrovato una nuova energia grazie all’energia della nostra rete e a € 74.666,51 di contributi economici erogati. Il 57% delle persone disoccupate che ha deciso di seguire il percorso “Sostengo e Accompagno”, ideato insieme ad Afol Metropolitana, ha trovato un lavoro durante il periodo di affiancamento. Le esperienze che abbiamo vissuto ci hanno permesso di affinare i meccanismi di ingaggio e di perfezionare le modalità di collaborazione della nostra squadra. Si è creato un vero circolo virtuoso che tutti i giorni ci sorprende perché ci fa toccare con mano le tante potenzialità che il nostro territorio continua ad offrire.

La Treccani definisce l’energia come “capacità che un corpo o un sistema di corpi ha di compiere lavoro …” Un valore che in questi giorni stiamo conoscendo nelle sue diverse sfumature, che continuerà a guidare le nostre azioni e che ci consentirà di ripartire. Con nuove consapevolezze.