Riflessioni di fine anno

Sta per chiudersi questo difficile 2020, un anno che neanche i più grandi scienziati, economisti, astrologi e cartomanti avrebbero mai potuto prevedere. Un anno che ha continuato a spiazzare tutti – spazzando via inaspettatamente tantissime vite ma anche molte certezze economiche e sociali – e che ci lascerà comunque un’eredità molto pesante da gestire e qualche domanda in più sul significato del nostro vivere.

In tutti questi mesi però, soprattutto nel nostro territorio, tante persone non hanno mai smesso di lavorare grazie allo smart working ma tante altre non hanno avuto questa opportunità. Penso alle persone cui non è stato rinnovato il contratto, a quelle che sono e saranno ancora per mesi in cassa integrazione, a chi si è ritrovato a dover fermare la propria attività ma si è ingegnato per proporre comunque i propri servizi e prodotti in modo diverso. Anche in quest’ultimo caso gli strumenti digitali si sono rivelati preziosi alleati per continuare a tener vivo il proprio ruolo nel mercato e le proprie relazioni commerciali. Lesson learned, dicono gli inglesi, una lezione che racconta due verità: la digitalizzazione offre alternative e opportunità innegabili, ma nel mondo del lavoro il valore della relazione con gli altri, fisica e non solo virtuale, è fondamentale e insostituibile. 

Oggi però dal nostro osservatorio percepiamo un sentimento sempre più forte e diffuso: le persone, sopra tutto e prima di tutto, vogliono poter riprendere davvero in mano la loro vita, desiderano recuperare la loro dignità in modo stabile, anche con la consapevolezza che nulla tornerà come prima.

In questi mesi la nostra Fondazione è stata chiamata a dare il proprio contributo in tanti nuovi tavoli di lavoro che sono nati proprio per far fronte alle emergenze ma anche per mettere a punto una serie di strumenti utili a riattivare il tessuto economico e sociale. Siamo molto orgogliosi di questo coinvolgimento, il nostro ruolo e le nostre proposte sono state considerate da tutti opportunità concrete e serie per la ripartenza dei cittadini milanesi. Ne sono la prova gli accordi che abbiamo siglato con il Comune di Pioltello e il Comune di Cinisello Balsamo, la partnership che abbiamo appena stretto con Jointly, piattaforma di welfare aziendale, e ancora il più impegnativo Patto per il lavoro di Milano, cui siamo stati chiamati a partecipare per illustrare e promuovere le nostre attività. Ci auguriamo che queste forme di collaborazione si realizzino con tanti altri protagonisti del nostro territorio. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo per ottimizzare gli sforzi e moltiplicarne gli effetti.

E vengo a un punto a me caro. Ho sempre sostenuto che nei periodi di difficoltà economica è fondamentale poter disporre di un welfare territoriale delle opportunità in grado di dare “da vicino” supporto, strumenti e affiancamento concreti alle persone. Oggi lo scenario è ancora più complesso e la mia convinzione è ancora più forte: per affrontare questa “pandemia economica” l’intervento assistenziale non potrà e non dovrà essere l’unica strada da percorrere, per favorire e accelerare una ripartenza capillare e diffusa del territorio si dovrà contare su un nuovo e più forte welfare delle opportunità.

Risultati importanti sono sempre il frutto di un buon lavoro di squadra, di tanti sforzi coordinati e di obiettivi condivisi. Noi ovviamente ci siamo e ci saremo. Da parte nostra, continueremo a contare sulla consueta passione e sull’inarrestabile impegno del nostro team e dei nostri volontari, una certezza ormai consolidata, che, come constatiamo tutti i giorni, nulla o nessuno è in grado di scalfire.

Auguri a tutti voi e alle vostre famiglie

DG Romano Guerinoni

23 dicembre 2020