Claudia e la storia della SartoriaSociale

Chi vive nel Villaggio Barona lo sa molto bene, la “SartoriaSociale” è una certezza. La conoscono tutti e sono tanti i clienti abituali, donne, uomini, ragazzi di ogni età. Lì vengono portati gli abiti da rattoppare, da accorciare o da rimodernare ma vengono anche realizzati capi su misura, con tessuti nuovi o recuperati. E anche se non si hanno esigenze vere e proprie comunque si passa volentieri per fare quattro chiacchiere veloci o per essere rassicurati: “Claudia, che ne dici di questo vestito che ho appena comprato? Tu lo accorceresti? Pensi che la cintura si possa togliere? Un confronto con Claudia è d’obbligo e poi è sempre un momento piacevole della giornata. Insomma, la SartoriaSociale, oltre ad offrire un servizio utile, è un punto di riferimento per la vita di quella comunità. È in via Binda, a 500 metri dal Villaggio.

Non tutti sanno o ricordano però com’è nato quel negozio. La sua storia è come quelle bambole russe di legno chiamate matrioske, la bambola più grande ne contiene tante altre.

La SartoriaSociale è nata dalla chiusura di un laboratorio didattico di sartoria che la Croce Rossa aveva creato nel Villaggio per la formazione e l’inserimento lavorativo di persone anche straniere in difficoltà e quel laboratorio era gestito proprio da Claudia Pinelli. In quel centro un giorno arriva una ragazza rom, Paula Covaci, viveva per strada, ma i suoi occhi e le sue parole comunicavano una gran voglia di normalità e di riscatto. Claudia lo intuisce e affiancandola nel laboratorio mette a fuoco tante altre sue doti: l’intelligenza, la tenacia, la determinazione, le capacità.

Le due donne diventano amiche e complici e, quando il laboratorio viene chiuso, si ingegnano per continuare a lavorare insieme e portare avanti quel progetto. L’opportunità è un bando dedicato alle startup per la riqualificazione di alcuni quartieri milanesi. Il loro progetto viene candidato e piace. In questa iniziativa è coinvolta la Fondazione Welfare che ne prende in carico lo sviluppo. Con un microcredito e l’affiancamento dei suoi mentor le intuizioni delle due donne prendono consistenza e diventano un business plan dettagliato e sostenibile, anche da un punto di vista economico-finanziario. La nuova SartoriaSociale apre i suoi battenti, conquista la fiducia degli abitanti locali, questa volta però offre prevalentemente servizi e abbandona progressivamente l’attività didattica.

La storia della SartoriaSociale racconta alcuni momenti importanti dell’evoluzione di quel quartiere che oggi è molto amato e curato dai suoi abitanti. Ne vanno davvero fieri. Ma dietro a questa attività commerciale, c’è anche la storia di una grande amicizia tra due donne, che inizialmente si sono “annusate” con reciproca diffidenza e poi hanno condiviso fianco a fianco per molti anni tante sfide quotidiane, volendosi un gran bene.

Quando Paula comunica a Claudia che andrà a lavorare nel bar del suo compagno è un momento difficile per tutt’e due.  Ma Claudia non molla e va avanti perché sa molto bene che la SartoriaSociale è un punto di riferimento per la sua comunità e poi il lavoro va bene e come rinunciare a quel via vai di sorrisi, sguardi, chiacchiere, complicità?

Da quel momento sono cambiate un po’ di cose nella sartoria, a partire dagli impegni e dai ritmi di lavoro, ma non è cambiato nulla nell’amicizia di quelle due donne.

Claudia e Paula continuano a volersi un gran bene.   

 

Milano, 06/07/2020