Con Kibo è pronta a decollare una nuova era della musica

Non ne siamo mai molto consapevoli e lo diamo per scontato ma la musica è una compagna insostituibile della nostra vita. Ci affianca nelle nostre azioni in modo discreto o da protagonista, comunica e ci aiuta a comunicare emozioni, unisce e ci fa condividere momenti e sentimenti. Ma a quanti di noi sarebbe piaciuto riuscire a suonare, diventando finalmente artefici di magiche combinazioni di note e suoni?

Saper suonare uno strumento spesso rimane un sogno nel cassetto anche perché è un percorso impegnativo. Richiede investimenti, sia in termini economici sia in termini di costanza, lavoro e tenacia. Servono gli spazi e i tempi necessari. Non basta la passione. Questo lo sa molto bene Mattia Davide Amico che sin da bambino è cresciuto a pane e musica, anche perché nella sua famiglia quest’arte ha sempre avuto un ruolo centrale, a partire proprio da suo padre che la insegnava nelle scuole. Ma Mattia oltre a suonare, ha continuato a studiare le evoluzioni della musica nelle diverse culture e nei diversi periodi storici, ne ha studiato le implicazioni sociali, si è sempre interessato a tutte le nuove potenzialità delle nuove tecnologie.

Mattia aveva in mente un’idea, voleva rendere semplice e accessibile a tutti la possibilità di suonare e comporre musica. Nelle sue esperienze aveva anche partecipato a laboratori musicali in alcuni centri dedicati a bambini con disturbi o diversamente abili e quella sua idea prendeva sempre più corpo: la musica oltre a scatenare gioia e partecipazione aveva una capacità incredibile, riusciva finalmente a fare esprimere in maniera naturale e diretta anche chi aveva obiettive difficoltà nel poterlo fare.

Mattia si mette al lavoro e costruisce un prototipo. È una tavoletta di legno, grande come un foglio al cui interno ci sono dei tasselli, quando si attivano diventano note, motivi, armonie. Chiunque, pur non sapendo leggere spartiti, può creare musica scegliendo le proprie combinazioni. Non servono casse o altre apparecchiature sofisticate, basta una app, quindi basta uno smartphone o un pc.

Mattia va con il suo prototipo alla Fondazione Alamo, un’organizzazione che dà consulenza e supporto ai giovani per la realizzazione delle loro idee imprenditoriali, e lì parla con Emanuele Nahmias, un ingegnere che da anni lavora nel campo dell’Energia. Un incontro che innesca una serie di nuove, imprevedibili prospettive.

Emanuele si appassiona, crede fermamente in questo progetto, decide di diventare socio di Mattia in questa avventura e nasce la loro società Kodaly. Condividono gli obiettivi, il valore e le potenzialità di questa nuova soluzione: con Kibo la musica può ritornare in modo nuovo e accessibile protagonista ovunque. Nelle scuole, in tanti centri, nelle case. Questa volta è Mattia che si mette al lavoro, sfruttando le sue competenze tecnologiche e di business, e così Kibo diventa uno strumento perfetto da tutti i punti di vista, viene brevettato e ora è anche pronto a collegarsi con altre applicazioni musicali.

I soci si confrontano con il team della Fondazione Welfare e anche i mentor più esigenti si entusiasmano alla presentazione del progetto. I mentor li aiutano a definire meglio le caratteristiche uniche del prodotto e a capire come posizionarlo nel mercato, li affiancano nella realizzazione di un business plan articolato, li mettono in contatto con aziende e altri interlocutori determinanti. Mattia ed Emanuele, già entusiasti, fanno il pieno di nuova energia e di una nuova rete di relazioni.

Oggi Kibo è già conosciuto da molte scuole e da molti centri, è stato già acquistato da alcune organizzazioni – il costo è di circa 500 euro a tavoletta – sono stati siglati contratti e appena le scuole si rimetteranno in moto in tante aule entreranno anche queste magiche tavolette. Ma ci sono altri cantieri aperti per Kodaly di cui ancora non si può parlare…Andate sul loro sito (https://www.kodaly.app/) o sul loro profilo Instagram e capirete subito perché Kibo è destinato a diventare uno strumento molto amato e famoso!