Il DNA non mente, Erica e la moda

Se incontrate Erica Marigliani sarete travolti dalla sua energia e dal suo entusiasmo ma se volete saperne di più della sua vita mettetevi comodi. Malgrado sia una giovanissima donna il suo curriculum personale e professionale è molto lungo, ricco e diversificato. Ma un comun denominatore c’è: la creatività.

Erica nasce a San Felice Circeo, i suoi nonni erano pescatori, le sue nonne realizzavano manufatti selezionando e cucendo tessuti e lavorando all’uncinetto, le loro creazioni venivano vendute nei negozi più gettonati della costa dove si recavano le dive di allora che lasciavano Cinecittà per fare qualche bagno e un po’ di shopping.  Suo padre era professore di francese, sua madre una decoratrice di ceramiche e porcellane.

Erica bambina impara dalle nonne a tagliare, cucire, inventare; il papà le trasmette invece il valore della disciplina, del rigore, dell’insegnamento. Con questo mix di patrimonio genetico, Erica adolescente frequenta un liceo sperimentale dove si lavora in gruppi, si studia cinematografia, si mettono in scena spettacoli. Poi si iscrive all’università e frequenta la facoltà di Filosofia ma una malattia le impone di rallentare e a quel punto riflette su quello che vuol fare davvero da grande. La Moda diventa il filo conduttore della sua vita.

Si trasferisce a Firenze e frequenta il Polimoda, poi inizia a collaborare con alcuni brand del Fashion con ruoli diversi. Tutti tasselli che lei oggi ricompone in una formula innovativa, con le sue competenze e con la sua startup.

“L’idea è aiutare le donne ad esprimere con consapevolezza e con coraggio la propria identità. Oggi finalmente, dopo tante battaglie e iniziative, le donne si trovano a ricoprire incarichi di responsabilità anche se esiste ancora un gap importante nei trattamenti retributivi e nella distribuzione dei ruoli. Ma ancora oggi spesso purtroppo le donne che sono riuscite a conquistare posizioni di prestigio si sentono in dovere di giocare la partita come gli uomini. E succede anche in tema di abbigliamento, le donne frequentemente indossano giacche, pantaloni, mise rigorose…Invece ogni donna ha la sua identità ed è giusto che, qualunque sia la posizione che ricopre, possa esprimerla scegliendo liberamente forme, tessuti, colori, accessori che la facciano sentire veramente in sintonia con la sua natura, con il suo carattere e, perchè no, con il suo umore.”

La sua startup propone una serie di capi che sono stati disegnati in maniera essenziale ma che ogni donna può personalizzare con tessuti, fantasie, accessori e anche con dettagli realizzati con maglie metalliche, un materiale che Erica conosce molto bene e che ha utilizzato in diverse occasioni. Ha preparato abiti speciali per alcune produzioni e per una serie di cantanti e vip, con questo materiale ha anche creato gioielli molto particolari, versatili e originali. Il campionario dei suoi capi è già stato presentato e i clienti interessati possono incontrare Erica nello showroom di Eligo Milano. “L’obiettivo è riuscire ad instaurare un rapporto di confidenza e fiducia e diventare un punto di riferimento per aiutare le donne ad esprimersi e realizzarsi anche nel look. Vedere una donna soddisfatta e ancora più sicura di sé e più bella grazie a un abito è il mio esercizio quotidiano!”

I piani di Erica hanno conquistato la fiducia degli esperti della Fondazione Welfare e di PerMicro e con Partita AttIVA la sua startup riuscirà ad accelerare i tempi di messa a punto del progetto, che era riuscito comunque a decollare per la stima e la fiducia di tante persone con cui Erica ha già lavorato. Il suo sito sarà pronto a fine giugno ma non sappiamo ancora cosa proporrà nei dettagli. Sappiamo solo che ci saranno anche delle mascherine realizzate da fornitori italiani con tessuti e colori davvero fashion, tutto rigorosamente made in Italy come il resto delle sue creazioni. In fondo Erica è così, inevitabilmente creativa: una ne fa, cento ne pensa.

A proposito, Erica insegna anche allo IUAD, l’Accademia della Moda che ha sede a Napoli e a Milano, e quando è mancato il suo papà si è fatta fare un tatuaggio con il suo nome. Tout se tient, dicono i francesi.