Teresa e la sua palestra speciale

Teresa Scorza, dopo essersi laureata all’Università Bocconi e aver fatto il suo debutto in una multinazionale, si ferma. Lavorare davanti a un pc in un’azienda non le si addice, vuole fare qualcosa di diverso e di utile. Ne parla con due amiche e dalla condivisione di valori e obiettivi e dal confronto nascono la Cooperativa Namastè e il progetto “Zeropercento”, due nomi che possono apparire misteriosi. Il primo proviene dal mondo dello yoga ed è sinonimo di saluto, il secondo è un gioco di parole che vuole indicare esattamente il contrario: il valore non è certamente zero, è tanto.

Zeropercento è un punto vendita in un quartiere di Milano in zona Niguarda, propone prodotti biologici, frutta e verdure di stagione, uova e formaggi freschi che provengono da piccole cooperative e aziende familiari del territorio. Tutto è a km0. Ma oltre ad essere una bottega, come la definisce Teresa, è anche un punto di riferimento nel territorio per l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro di persone in difficoltà. Zeropercento infatti è come una “palestra” dove giovani e meno giovani tutti i giorni prestano servizio e fanno un vero e proprio tirocinio, imparano a diventare addetti alle vendite, occupandosi della gestione dei prodotti e dei servizi alla clientela. Il periodo di attività nel negozio dura mediamente dai 9 ai 12 mesi, nel frattempo la cooperativa si mobilita per individuare una nuova collocazione idonea alla specificità della singola persona.

“Oggi stiamo lavorando in particolare con persone diversamente abili – dichiara Teresa – spesso dopo gli studi hanno difficoltà ad inserirsi in una vita sociale e a trovare una occupazione sostenibile da tutti i punti di vista. Il nostro negozio li allena e li prepara ad essere efficienti addetti alle vendite facilmente impiegabili in altri contesti, grazie anche alla nostra rete di contatti.

“Quando abbiamo iniziato avevamo le idee chiare, una rete di fornitori, conoscenze ed esperienze nel sociale ma è chiaro che Zeropercento doveva diventare a tutti gli effetti anche un’attività efficiente e profittevole. Per questo abbiamo chiesto aiuto alla Fondazione Welfare che ci ha supportato con i suoi Mentor esperti di Finance e di business plan. Ci hanno aiutato a costruire il nostro modello e a definire nei dettagli le tappe della nostra strategia e ci hanno affiancato per poterla rendere pienamente operativa.”

Oggi “Zeropercento” ha una clientela fedele e affezionata, non solo nel quartiere, “è apprezzata la qualità dei nostri prodotti e le persone quando imparano a conoscerci sono anche entusiaste di contribuire con i loro acquisti all’obiettivo sociale del nostro progetto. Gli impegni non ci mancano ma abbiamo anche tanti altri sogni nel cassetto e due obiettivi da realizzare a breve: rendere più strutturato il nostro canale di vendita on line e, perché no, aprire anche un altro punto vendita. Il business plan c’è!”